12/12/2009
La teleradiologia. Si può fare?
La risposta.

Dr Enzo Di Giandomenico
Direttore Radiologia
Ospedale Ortona
ASL Chieti



Cari Colleghi,

Ieri, puntuale si è tenuto l'incontro programmato il giorno 11/10/2009. Nonostante una fastidiosa pioggia, oltre il 50% del Comitato Direttivo era presente insieme ai neo-delegati aziendali del SNR Abruzzo ed altri rappresentanti ospedalieri, ai Direttori di Dipartimento e/o di Struttura Complessa di Avezzano-Sulmona, Pescara, Chieti e Teramo, al Coordinatore dello screening mammografico della Regione Abruzzo.

Dopo la mia relazione introduttiva hanno presentato le loro relazioni il Dr. Maurizio Monina sull'esperienza della provincia di Trento con un RIS-PACS unico, il Dr Danilo Pascali sulla possibilità di lavorare sull'integrazione di RIS-PACS diversi, accennando all'esperienza di altre regioni come l'Emilia Romagna e la Toscana, il Dr Antonio Sparvieri che ha riepilogato le regole della SIRM e dell'SNR sull'argomento.

Il fervore della discussione che si è accesa ha dimostrato quanto questo argomento fosse "caldo".

E' stato manifestato il timore che la teleradiologia possa concentrare il lavoro su alcuni Radiologi a vantaggio di altri. E' stato chiarito che la teleradiologia, usualmente considerata trasmissione delle immagini radiologiche, deve essere più correttamente considerata telegestione, o se si preferisce teleconduzione, degli esami radiologici, ovvero telepresenza del radiologo nella radiologia remota dove il TSRM esegue l'esame.

E' ovvio che questa modalità di lavoro può essere applicata solo per quegli esami che, nelle more del D.Lgs 187/2000 e successivi, possono essere delegati al TSRM nell'esecuzione.

Ciò significa inoltre che questa nuova modalità di conduzione degli esami radiologici non può portare ad alcun risparmio di personale perchè comunque per ogni esame radiologico sono necessari sia un TSRM che un Radiologo.

Non è stata dimenticata la necessità del teleconsulto che i Radiologi periferici possano aver bisogno di chiedere ai Colleghi con più esperienza specifica. E' necessario comunque che qualunque assetto tereladiologico dovrà prevedere la copertura assicurativa.

Nel complesso l'assemblea ha concordato sulla necessità di elaborare un modello organizzativo di teleradiologia che non può tuttavia prescindere dalla definizione delle sedi di guardia radiologica centralizzata con reperibilità territoriale periferica.

Purtroppo, in questo momento in Abruzzo stiamo vivendo una fase di trasformazione dell'assetto sanitario regionale, che si muove verso la istituzione di quattro ASL provinciali, con probabile chiusura di alcuni ospedali e riconversione di altri.

In questo contesto, caratterizzato anche dalla paralisi su investimenti ed organici, è difficile proporre un modello di teleradiologia regionale: non sappiamo quali ospedali rimarranno aperti, non sappiamo  se nei piccoli ospedali rimarranno i Pronto Soccorsi con annesse Unità di diagnostica per immagini, non sappiamo in quanti ospedali sarà istituibile la guardia attiva radiologica.

In conclusione proposte costruttive di teleradiologia, aderenti ai criteri della SIRM, sono rimandate a momenti più favorevoli, che ci auguriamo arrivino presto.

A margine della riunione il Dr Fernando Gentile ha ricordato all'assemblea i recenti criteri di raccolta del consenso informato che la Giunta Regionale ha imposto ed ha chiesto la formulazione di un modello unico radiologico. Il Comitato Direttivo ha preso l'impegno di elaborare un modello che sarà passato al vaglio di tutte le Radiologie.

La riunione è terminata alle 19:00 con il brindisi di auguri offerto dalla Bracco Imaging.


Enzo Di Giandomenico

 


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