29/06/2008
Riflessioni

Dr Maurizio Monina
Direttore Radiologia
Ospedale Teramo



La radiologia e l'imaging medico si trovano di fronte molteplici sfide connesse ad un tumultuoso ed esplosivo sviluppo  tecnologico.

Il ruolo di crescente della Diagnostica per immagini nella gestione dei  Pazienti, la crisi economica della nostra Regione, l’introduzione della nuova governance, delle norme budgetarie di finanziamento, nonché un aumento smodato e non sempre appropriato della domanda sono gli aspetti più importanti di un cambiamento al quale bisogna adeguarsi rimodellando i processi delle nostre Radiologie.

Per ad adeguarsi a questi profondi cambiamenti e per rispondere alle richieste della popolazione, l'attività delle UO di Radiodiagnostica  va analizzata in tutti i suoi particolari funzionamenti (processi), vanno portate a galla  le eventuali lacune  e proposti modelli organizzativi  in coerenza con gli aspetti e le relazioni che giornalmente viviamo.

Tale adeguamento deve ispirarsi a competenze manageriali  che non  necessariamente si ritrovano nel patrimonio culturale dei medici e degli altri operatori che specificamente esercitano l’arte della radiologia diagnostica.

Per governare questo necessario cambiamento in sede Regionale come in sede Aziendale è necessario il coinvolgimento dei medici radiologi.

Le Direzioni Generali hanno manifestato una certa difficoltà al confronto ragionato con i professionisti dell’area radiologica ed anche i livelli Ragionali hanno caratterizzato il rapporto avuto con i professionisti dell’area radiologica in sporadici contatti prevalentemente formali che hanno generato documenti in  parte, ed unilateralmente, rimaneggiati rispetto a quelli proposti dall’area professionale radiologica.

Sul punto in genere, a livello europeo, le proposte di cambiamento nascono da un lavoro di equipe che comprende esperti di management  di riferimento Nazionale, audit ospedaliero ed il  contributo di professionisti, espressione delle Società Professionali di appartenenza.

La proposta

Nella nostra realtà regionale  l’attenzione andrebbe  focalizzata sui seguenti aspetti:
  • equilibrio tra l’efficienza e la qualità nella programmazione del carico di lavoro
  • riduzione dei tempi di refertazione
  • migliorare  la sicurezza delle attività
  • coordinare la gestione delle urgenze con una rete regionale
  • individuare i punti di erogazione di specialistiche avanzate (Interventistica)  sulla base del lavoro svolto e delle competenze maturate
  • individuare idonei tempi di rinnovazione delle attrezzature coerenti con la qualità e la sicurezza che devono essere assicurate all’utenza
  • affiancare al cambiamento tecnologico adeguati programmi di formazione del personale.
A mio parere queste principali problematiche andrebbero  affrontate  attraverso due  fasi.

Prima fase: costituzione di un gruppo di lavoro comune regionale  costituito da esperti di livello nazionale o regionale di management individuati dalla Regione – e da rappresentanti designati dal Gruppo regionale Sirm.

Seconda fase:  esperienze concrete sperimentali  e discussioni  nell'ambito del gruppo di lavoro sulla definizione di azioni di  miglioramento della gestione dei pazienti.

Naturalmente, tutti i problemi organizzativi di un servizio di Radiologia non possano essere risolti con colpi di bacchetta magica: l'impatto delle reti  di immagini, la fine analisi dei  carichi  di lavoro dei medici e degli altri operatori,  la valutazione della  qualità del servizio, sono i principali settori che andrebbero presi in considerazione.

La proposta che faccio si propone di maturare, attraverso una analisi  in co-azione tra professionisti dell’area radiologica e del management regionale, una serie di possibili esperienze che favoriscano l’individuazione di indicatori e parametri di riferimento  comuni.

La metodologia e le azioni proposte dovrebbero poter essere percorse nella  maggior parte delle strutture radiologiche della nostra regione. Naturalmente il tutto è condizionato dalla disponibilità dei Direttori generali e della Regione (Assessorato – Agenzia)  a percorrere “insieme“ ai professionisti dell’area radiologica la strada del rinnovamento che per realizzarsi ha bisogno di scelte condivise partecipate che portino ad una nuova cultura. E la  “cultura“ non può essere imposta ma seminata e fatta crescere con attenzioni e cura.

Stabiliti i parametri di riferimento ciascun servizio di Radiologia potrebbe, su questa base, intraprendere una iniziativa diplomatica di self-Analisi, avviare riflessioni sulla propria funzionalità evidenziando eventuali criticità o vere e proprie insufficienze  e, quindi,  proporre soluzioni per risolverle, adatte alla struttura.

La Comunità radiologica  è interamente abituata ai processi di valutazione per  sua prassi. 
Il lavoro sul campo basato sul confronto di esperti di management e professionisti di area , costituisce uno strumento essenziale per migliorare la qualità delle attività sanitarie.

Questa proposta è percorribile e si fonda sulla collaborazione che i radiologi abruzzesi attraverso il Gruppo regionale Sirm hanno sempre offerto alle Istituzioni.

Queste non hanno sempre dimostrato grande attenzione al nostro lavoro ma la situazione critica che  viviamo dovrebbe  incoraggiare molto fortemente i livelli Regionali ed Aziendali  ad un rapporto più stretto con gli operatori medici e delle altre professionalità dei servizi di Imaging  per favorire il formarsi di quella nuova cultura che tutti dichiarano di ritenere essenziale ma che stenta a nascere in concreto e che non potrà che avere tempi medio lunghi per realizzarsi.


Maurizio Monina



www.sirmAbruzzo.org