| 16/04/2008 Liste d'attesa. Bravo Past-President Dr Vincnzo Di Giandomenico Direttore Radiologia Ospedale Popoli ASL Pescara Bravo Maurizio, hai scritto quello su cui tutti noi radiologici riflettiamo quotidianamente e vorremmo urlare ai quattro venti. Chi storce il muso davanti a certi tempi di attesa (obiettivamente in alcuni casi inaccettabili) vorremmo invitarlo a passare un giorno in reparto. La richiesta è come un fiume in piena che scorre continuamente e che si trova ad un certo punto costretto ad entrare in un canale più o meno ampio. Per evitare danni o si riduce la portata del fiume o si allarga l'ampiezza del canale. Finora nonostante i vari tentativi nessuno è riuscito a ridurre la portata (quante richieste ridicole!) e nel momento attuale nella regione Abruzzo non si può allargare il canale (le attrezzature ci sarebbero pure ma non sono impiegate a sufficienza per mancanza di personale). Non dimentichiamoci inoltre che gli organici dei medici negli ospedali, come ebbe a riconoscere un direttore generale degli anni scorsi, furono programmati negli anni 70 in base ai posti letto per le necessità dei ricoverati. Per svolgere l'attività ambulatoriale furono previste allora le "incentivazioni" che prevedevano lo svolgimento dell'attività ambulatoriale con orario svolto al di fuori dell'orario di servizio. Sappiamo tutti come è andata a finire la storia delle incentivazioni. Attualmente si pretende lo svolgimento di un carico di attività ambulatoriale senza alcuna ricompensa economica tutta concentrata nelle 38 ore di servizio che dovrebbero essere dedicate all'attività interna. Le lunghe liste di attesa comunque creano una situazione di disagio oltre che su chi ha veramente bisogno anche su noi medici che ci troviamo quotidianamente pressati da richieste " urgenti " con le più svariate motivazioni che comunque per un verso o per un altro alla fine devono essere eseguite con ulteriore sovraccarico dell'attività quotidiana. Scusate se insisto ma il discorso delle "vacche magre" vale solo per noi ospedalieri e non per chi continua a prescrivere tonnellate di richieste inappropriate? Vincenzo Di Giandomenico
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